La proposta è contenuta in un emendamento al decreto-legge 144/2026. Previsto anche un fondo statale per sostenere i costi del passaggio di area
ROMA, 9 settembre 2026 – Superare la disparità di inquadramento che ancora interessa il personale educativo e scolastico degli enti locali. È questo l’obiettivo dell’emendamento presentato dalla CISL FP nell’ambito dell’esame del disegno di legge AC 3083, di conversione del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144.
La proposta punta a ricondurre nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione il personale educativo e scolastico comunale, superando la situazione che vede oggi lavoratrici e lavoratori impegnati nelle stesse attività collocati in aree contrattuali differenti.
Cosa prevede l’emendamento
Il testo propone che il personale inserito nelle graduatorie comunali del settore educativo e scolastico venga assunto, sia a tempo determinato sia a tempo indeterminato, direttamente nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione.
Per chi è già in servizio nei Comuni, invece, viene previsto il reinquadramento automatico nell’Area dei Funzionari del personale attualmente collocato nell’Area degli Istruttori con profili educativo e scolastico.
La proposta prevede inoltre la salvaguardia dell’eventuale trattamento economico già in godimento, qualora superiore rispetto a quello derivante dal nuovo inquadramento.
Per finanziare il passaggio, la CISL FP chiede l’istituzione di un apposito fondo perequativo presso il Ministero dell’Interno, destinato a coprire gli oneri a carico degli enti locali.
Una disparità che dura da anni
La questione nasce dall’evoluzione dei requisiti e delle competenze richieste al personale educativo e scolastico.
Il sistema di classificazione del 1999 collocava questi profili nella categoria C, con il diploma di scuola superiore come requisito di accesso. Con il decreto legislativo n. 65 del 2017 è stata successivamente prevista la laurea, a conferma della crescente qualificazione richiesta per queste professionalità.
Il CCNL Funzioni Locali del 16 novembre 2022 ha quindi previsto, dal 1° aprile 2023, l’inquadramento dei profili di educatore, docente e insegnante nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione.
Il passaggio non ha però riguardato tutto il personale già in servizio. Per la mancanza delle risorse necessarie, una parte dei lavoratori è rimasta nell’Area degli Istruttori, attraverso un profilo classificato ad esaurimento.
Il nodo delle nuove assunzioni
Secondo la CISL FP, il problema non è stato progressivamente superato. Alcuni interventi normativi di carattere emergenziale hanno infatti continuato a consentire l’inserimento di personale educativo e scolastico nelle graduatorie comunali anche in deroga ai requisiti ordinari relativi al titolo di studio.
Questo ha contribuito a mantenere in vita l’inquadramento nell’Area degli Istruttori, determinando una situazione nella quale persone impegnate negli stessi servizi e con analoghe responsabilità possono avere un diverso riconoscimento contrattuale.
Da qui la richiesta di una soluzione nazionale che non lasci il reinquadramento alle disponibilità economiche dei singoli Comuni.
Il collegamento con il nuovo CCNL
L’iniziativa parlamentare si inserisce nel percorso avviato con il rinnovo del CCNL Funzioni Locali 2025-2027.
La questione della classificazione del personale educativo e scolastico è stata infatti affrontata nella Dichiarazione congiunta n. 2 collegata all’ipotesi di contratto. Le parti hanno riconosciuto la necessità di un intervento normativo per risolvere le criticità ancora presenti, compresa la situazione del personale dell’Area degli Istruttori collocato nel profilo ad esaurimento.
L’emendamento presentato al decreto-legge 144/2026 rappresenta quindi, per la CISL FP, la traduzione sul piano legislativo dell’impegno assunto con il nuovo contratto.
L’obiettivo: stesso riconoscimento per chi svolge lo stesso lavoro
La richiesta del sindacato è quella di arrivare a un sistema uniforme a livello nazionale, nel quale il riconoscimento professionale non dipenda dall’anno di assunzione, dalla graduatoria di provenienza o dalle possibilità economiche del Comune.
Educatrici, educatori, insegnanti e personale scolastico degli enti locali svolgono un ruolo essenziale nei servizi rivolti all’infanzia e alle famiglie. Per la CISL FP, la loro professionalità deve quindi trovare un riconoscimento coerente anche sotto il profilo dell’inquadramento contrattuale.
L’organizzazione sindacale annuncia infine che continuerà a sostenere la richiesta nelle sedi contrattuali, istituzionali e parlamentari, puntando a ottenere un intervento normativo che garantisca il reinquadramento nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione e le risorse necessarie per renderlo effettivo in tutti i Comuni italiani.

